LUGLIO 2012

  • INTOLLERANZA VIRALE

    Categorie: Pubblicità

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    Uno spot virale che ho visto tempo fa, ideato per pubblicizzare una birra.
    In un piccolo cinema dove danno il reboot del Pianeta delle scimmie, ignare coppiette trovano l’intera sala occupata da bestioni tatuati e ingrugniti. Buona parte delle coppiette, così com’è entrata nel cinema, se ne esce di nuovo.
    I più audaci, siederanno lo stesso.

    Ho sempre immaginato che se ci fossi io il finale sarebbe stato diverso.
    Dopo l’applauso, uno di quegli armadi borchiati mi passa una birra sorridente.
    Io faccio notare Ehm… veramente… non posso berla.
    L’applauso finisce. Tutti tornano seri.
    Bevi, ti ho detto!

  • GUIDA GLUTEN FREE: PIZZERIA LE SPECIALITÀ, MILANO

    Categorie: Guida Gluten Free, Nutrirsi

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    Insomma arrivo a questa pizzeria ché dal sito mi pare che ci tengano parecchio al celiaco.
    Arrivo e dico alla tipa dietro il bancone Un tavolo per due. Mi avvicino, per non dare nell’occhio agli altri clienti, e le dico una cosa a voce bassa, con fare colpevole.
    Lei mi dice Eh?
    Allora glielo ripeto alzando di poco la voce: uno dei due è celiaco.
    Va benissimo!, mi grida la signora. E io pensavo che la cosa le bastasse, ma ovviamente non poteva essere così. Chi dei due è celiaco?, mi domanda.
    Io, guardandomi un po’ in giro circospetto, mi indico. La tizia è ancora più allegra, e io mi stupisco che la notizia della mia intolleranza le abbia provocato tanta gioia. Volevo dirle anche del diabete di mia madre, così, tanto per farla divertire ancora un po’, ma lei mi interrompe subito asserendo: Ti divertirai!

    Mi divertirò. Stasera si ride, penso.
    E già un po’, a istinto, mi veniva da piangere.

    Mi indica a un tizio ben vestito che mi dice Seguitemi e mi porta tra tavoli gremiti di gente che io penso Porco glutine, si mangerà proprio bene qui. Il tipo ben vestito mi indica a un’altra tizia, anche lei ben vestita, che mi porta a un tavolino attaccato a un altro tavolino dove ci sono due ragazze che attendevano le pizze. Ma ormai ci sono abituato, ché Milano è una città democratica, e nei locali vige la politica che non puoi dire un tuo cazzo senza che uno sconosciuto accanto non si possa fare un’opinione su di te.

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  • DIMMI

    Categorie: Dialogoi, Nutrirsi

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    – Salve, mi scusi.
    – Dimmi.
    – Vorrei sapere se per caso fate pizze per celiaci.
    – Pizze? La capricciosa, dici?
    – No no, non è un tipo di pizza…
    – Ah…
    – Chiedevo solo un’informazione…
    – Dimmi.
    – Per i celiaci fate qualcosa?
    – No no, grazie, non ci interessa.
    – Ma che ha capito, scusi?
    – Perché?
    – Allora, è semplice. Le chiedevo se fate qualcosa per gli intolleranti al glutine.
    – Io ogni anno faccio la beneficenza all’amref. Però con la crisi che c’è, quale elemosina posso mai…
    – Guardi, senta…
    – Dimmi.
    – Lasci stare. Arrivederci.
    – Ma dove vai? Siediti che ti faccio una pizza!

    Non è un paese per celiaci.
    Continuerò ad indagare fra le pizzerie milanesi. Per il momento ci sono le solite quattro.
    Ne hai qualche altra da suggerirmi? Dimmi.

  • PARLO COME MANGIO

    Categorie: Uncategorized

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    Oggi ho sognato di togliermi una maschera da zorro durante un pranzo e urlare Vi ho mentito! La celiachia me la sono inventata perché a tavola non avevo argomenti di conversazione!

  • BREVE AUTOBIOGRAFIA TRAGICA, VOL. 2

    Categorie: autobiografia tragica

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    Capitolo 2: L’avvento
    Era il compleanno di mia zia e c’era la torta. Io avevo appena un anno e mezzo, e non mi era mai fregato niente dei dolci. Ma quel giorno avevo capito che lo scopo della mia vita era poter assaggiare quel succulentissimo cilindro morbidoso. E appena i parenti la smisero di guardarmi e tenermi sotto controllo, mi arrampicai sul tavolone e l’assaggiai. Iniziò così.

    Da allora sono stato male quasi per un anno intero. Mi son fatto il giro di tutti gli ospedali di Napoli e Caserta, ma i dottori non sapevano che pesci pigliare. Ché all’epoca la celiachia non era così diffusa come ora. E pure ora, nonostante sia diffusissima, c’è ancora poca informazione a riguardo. Basti pensare che io scrivo “celiachia” e WordPress me lo segna come errore.
    Ma comunque… Un dottore disse a mia madre che ero solo stressato. A un anno e mezzo. Ero stressato. Pensate adesso.
    Il bello è che mia madre ci credeva. Mi portò a Sabaudia a farmi rilassare. Credo di essermi fatto le vacanze migliori della mia vita a quella tenera età. Ci fu anche una prozia che ebbe la soluzione su quale potesse essere il problema: qualcuno mi aveva fatto il malocchio!

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