AGOSTO 2012

  • SOGNANDO LA BECKHAM

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    Se – e si noti che mi sto muovendo nel mondo delle ipotesi; Se noi si vivesse – e con noi intendo gli esseri umani, ma anche i celiaci; insomma tutti. Se noi tutti si vivesse in un mondo veramente libero – con anche tutte le conseguenze negative a cui una simile possibilità porterebbe; Se noi tutti si vivesse in un mondo veramente libero e privo di autocensure etiche – e quindi probabilmente anche di un autocoscienza critica; se si vivesse in un mondo così, mi piacerebbe andare da Gwyneth Paltrow, da Victoria Beckham, da Rachel Weisz, e insomma abbottarle di cazzotti.
    Da parte dei celiaci, gli direi, mentre affonderei le nocche nella pelle.

    Ma siamo nel mondo reale, quello che conosciamo, e io non sono ancora arrivato a simili livelli di pazzia – no, davvero, non sono pazzo; quindi sciaguratamente devo essere persino grato a queste dive – l’ultima è Lady Gaga – se hanno deciso di fare diete prive di glutine.
    Loro che potrebbero mangiare di tutto.
    Per favorire la loro forma fisica, dicono, queste quattro zoccole.
    Devo essere grato a queste tipe, dicevo, perché facendo una simile pubblicità alla dieta celiaca può darsi che aumentino donne scoppiate di questo tipo, che mangiare in questo modo diventi un trend, e che i commercianti si convincano finalmente che preparare prodotti per celiaci è anche un investimento intelligente, oltre che un forte sostegno psicologico per chi, socialmente deviato, a un certo punto si trova a sognare di picchiare famose dive hollywoodiane.

    Sul serio, no. Non sono pazzo.

  • GGF: PIZZERIA I DUE PINI, CERCOLA (NA)

    Categorie: Guida Gluten Free, Nutrirsi

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    – Volete un tavolo? Preferite dentro o fuori?
    – Va bene anche dentro.
    – No, fuori si sta meglio. Venite.

    Premetto subito che il servizio, al ristorante pizzeria I due pini, non è stato il massimo. Ma i camerieri esuberanti, poco accorti, un po’ giggioni se a Milano sarebbero riprovevoli, qui si dicono caratteristici.
    Sono tornato a Napoli, e per una serie fortuita di casi mi sono trovato in un paesino, Cercola, a mangiare la pizza celiaca migliore mai assaggiata finora.
    Certo, il mio giudizio sarà viziato dal fatto che torno da Milano, e ogni cosa qui ha un altro sapore – la mozzarella è mozzarella e il pomodoro è pomodoro; sarà che lì non ho mai trovato una pizza con il cornicione gonfio invece che piatto e senza profondità; sarà che l’ultima pizzeria a Milano è stata una tale esperienza che, per lo spavento, quando la racconto mi tengo il portafogli; fatto sta che la Margherita, ai due pini di Cercola, è stata una delizia.

    L’ho ordinata assieme ad altre margherite – normali – a un po’ di birre e una bottiglia d’acqua naturale. Ché a differenza dell’ultima pizzeria, l’acqua non l’hanno portata subito a tavola, ma abbiamo dovuta ordinarla noi! E già, capendo questo, ho iniziato a rilassarmi.
    Meglio ancora… non ce l’hanno portata proprio! Se ne son dimenticati e abbiamo dovuto ordinarla di nuovo.
    La prima cosa che salta all’occhio, infatti, è che la politica dei camerieri di questo locale è quella di fare come cazzo pare a loro.
    Arriva la margherita senza glutine, e poco dopo anche le altre quattro. Vedo subito che la differenza estetica tra le pizze col glutine e quelle senza è minima. Tanto che quelle celiache le mettono in un piatto separato per farle riconoscere ai camerieri. L’assaggio. Gli altri iniziano a chiacchierare. Io godo e taccio.

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