SETTEMBRE 2012

  • BREVE AUTOBIOGRAFIA TRAGICA VOL.4

    Categorie: autobiografia tragica

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    L’Eucarestia (II parte)
    Frequentavo il catechismo quando mi avvicinai all’orecchio della maestrina per dirle che, sì, avevo deciso, avrei fatto il prete. Mi sembrava un lavoro tranquillo, senza eccessivi sforzi, un posto stabile, mi mancava solo un’informazione per valutare appieno il mestiere. Le chiesi Quanto guadagnano i preti? Lei sorrise, e mi disse Non guadagnano niente. Io la presi male. Espressi un laconico e indignato “Ah”, e tornai a posto cancellando il parroco dalla lista dei possibili mestieri da fare da grande.

    In realtà c’erano due cose che la maestrina non mi aveva detto, per ingenuità o per non ledere l’immagine della Curia: uno, che anche i preti una forma di stipendio ce l’hanno; due, che io non avrei mai potuto prendere i voti.
    Ho saputo infatti che dal 1995 la Congregazione per la Dottrina della Fede ha approvato un documento secondo il quale «…i candidati al sacerdozio che sono affetti da celiachia o soffrono di alcoolismo o malattie analoghe […] non possono essere ammessi agli Ordini Sacri».
    No, aspettate, ve lo ripeto: “…che sono affetti da celiachia o soffrono di acloolismo o malattie analoghe…”
    Siamo equiparati agli alcolisti! Per carità diddìo, io non ho niente contro di loro, ma vedere associata la mia malattia all’alcoolismo un po’ i coglioni me li fa girare visto che nessun celiaco, indipendentemente dalla propria forza di volontà, può scegliere di non esserlo.
    – Vuoi ancora un po’ di fette biscottate senza glutine? Sì, proprio quelle lì che le compri e già sono sbriciolate.
    – No, grazie. Ho smesso con la celiachia, non vorrei esagerare.
    Sarebbe una figata.

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  • IL MINUTO D’ODIO

    Categorie: Il minuto d'odio

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    A quelli che quando ammetti d’essere celiaco ti rispondono Vabè, ormai c’è tutto, non vi manca niente.
    Cioè… ragazzi… no.
    All’inizio sorridevo accettando la rassicurazione, ma via via diventava evidente che la cosa consolasse più loro che me. Non si sa bene per quale motivo, ma se qualcuno è malato negli altri, i sani, nasce una sorta di senso di colpa. Ma se questa malattia diventa sopportabile, il senso di colpa si affievolisce, e quindi Sì, sei malato, ma mica poi tanto?, ora cambiamo argomento?

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  • BREVE AUTOBIOGRAFIA TRAGICA, VOL. 3

    Categorie: autobiografia tragica

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    L’Eucarestia
    E’ che io facevo un sacco di domande al parroco. Domande curiose, ingenue. Tipo perché non esistono preti femmina, o perché San Gennaro ha tutto quell’oro e non lo si può dare ai poveri.
    Per una strana legge di visi e di cattivi giochi, più domande facevo, più il parroco mi voleva bene. Mi dava ricompense, mi proponeva ruoli importanti nel centro pastorale, e a un certo punto arrivò fino a comprarmi le ostie senza glutine.
    Già perché noi celiaci siamo intolleranti pure al corpo di Cristo. Ma l’Associazione Italiana Celiaci (AIC) è sempre solerte; un giorno prese il pane contenente una quantità di glutine decisamente bassa, lo spezzò, lo diede ai membri della curia dicendo Prendete, questo non sarà il corpo del Santissimo, ma ci assomiglia assai.

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  • GIORNO 1001

    Categorie: Prese in giro

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    Arriviamo in questo minimarket e decidiamo di provare la zingara; ‘sta specie di panino che fanno a Ischia; dice buono assai.
    I primi due di noi ne ordinano un paio e quelli del banco gastronomia son contenti. Solita routine, niente di nuovo.
    Quando è il momento di Imma, questa chiede se è possibile avere una zingara senza speck. I due tizi della gastronomia si guardano ansiosi. Uno di loro, quello calvo, si morde il cappello.
    Senza speck?, domanda.
    Forse la ragazza è vegetariana e non può mangiare carne, dice l’altro guardando fisso Imma e implorando con lo sguardo una sua conferma. Lei annuisce, e quindi tutti contenti i due si mettono all’opera gettando gli occhi ammirati verso una vegetariana, ricordando forse di averne sentito parlare in qualche libro quando erano all’istituto alberghiero.

    Arriva il mio turno, e in quel momento forse sentono la proposta più assurda della loro vita da commessi al reparto gastronomia di un minimarket.
    A me non è che potrebbe fare una zingara… senza pane?
    Mi sono reso conto solo dopo dell’assurdità della mia richiesta. Un panino senza pane… i due hanno iniziato a sudare, sentendosi a un esame.

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