MARZO 2013

  • BREVE AUTOBIOGRAFIA TRAGICA VOL.5

    Categorie: autobiografia tragica

    2 commenti

    L’adolescenza: pane e pallone
    Quando nell’ora di educazione fisica i due capitani della classe formavano a turno le squadre per giocare a calcetto, io venivo sempre scelto per ultimo. E nella mia classe c’era uno zoppo. Per la precisione io non venivo nemmeno scelto. Ero la rimanenza, e venivo assegnato al capitano con meno gente in squadra.
    Il mio compito era quello di intercettare le palle degli avversari e tirarle avanti con tutta la mia forza. Spesso le mandavo fuori. Dalla scuola. Certe bestemmie.
    Il mio nemico giurato era lo zoppo. Ce la mettevo tutta a dimostrare che ero più bravo almeno di lui, ma purtroppo mi toglieva la palla con astuzia e violenza. Io però lo battevo in velocità. A volte gli correvo accanto senza tentare nemmeno di rubargli la palla, ma solo per dimostrare la mia superiorità. Ci faceva goal, ma avevo assistito da vicino a tutta l’azione e quindi era un po’ come se avessi segnato anch’io. Una volta per la confusione ho pure esultato.

    So bene la parolina che state pensando, ma io non ero uno sfigato. Potevo essere scambiato per un adolescente socialmente deviato, come tanti altri. Ce ne erano molti coi giubbotti troppo grandi, gli occhiali e le difficoltà relazionali. Rispetto allo sfigato, nella classifica dei perdenti l’adolescente socialmente deviato viene poco più in alto. Io non ero né l’uno né l’altro. Io stavo nel mezzo. Ero il celiaco. (altro…)