AGOSTO 2013

  • UN PANINO CELIACO AL MC DONALDS – OVVERO I’M HATING IT, PARTE 2

    Categorie: Blogosfera, Nutrirsi

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    Nello scorso post ho scritto della nuova proposta del Mc Donald’s, di cui avevo letto su un sito di una blogger: si diceva che il Mc stesse pensando di lanciare panini per celiaci a partire da settembre, ma che in cambio avrebbe tolto da mezzo le patate fritte che non sarebbero più state gluten free.
    Mi sono andato a fare un giro sul sito di quella blogger, tale Maria Paola, e ho scoperto una cosa fantastica: non è vero che il McDonald’s ci toglie le patatine! E, sembra, che non sia vero nemmeno che voglia lanciare il panino per celiaci. Insomma mi sono accorto solo stamattina che era tutto uno scherzone e che ci sono cascato in pieno. Quel post da cui avevo letto queste notizie è infatti datato primo aprile (peraltro 2012), ed io sono stato pigro nel non andarlo a notare prima. Chiedo scusa.
    Ma.

    Ma poi mi sono ricordato che io quella notizia l’avevo letta anche da qualche altra parte, così ho ricominciato le indagini senza glutine (stavolta verificando la data, giuro!), e ho ritrovato l’articolo sul sito dell’Aic Lombardia che conferma la notizia:  addirittura qui, in un articolo la cui ultima modifica risale a meno di un mese fa, si dice che sono già in commercio panini celiaci nei McDonald’s. In sostanza, l’Aic informa che non ha ancora potuto fare le opportune verifiche per stabilire che quei panini siano effettivamente privi di glutine, ma intanto il Mc li vende, ed è a libera scelta dei celiaci comprarli o meno.
    Solo alcune regioni restano temporaneamente fuori dai giochi, ma in generale sembra che il Mc si sia accorto di noi. E che potremo mangiare ancora patatine e ingrassare come tutti i non celiaci!

    Pare assurdo, ma il pesce d’aprile della Maria Paola si è realizzato.
    Speriamo che il prossimo post lo fa sul fatto che la celiachia in realtà è un’intolleranza da cui si guarisce. Hai visto mai…

  • I’M HATIN’ IT – OVVERO MAMMA, CHE NE DICI DI UN CELIACO NEL MCDONALD’S?

    Categorie: autobiografia tragica, Nutrirsi

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    Quando ero piccolo si andava tutti al McDonald’s, che a quell’epoca da noi era una novità. Quel locale rosso e giallo gestito dalla statua di un pagliaccio era per noi come un’ambasciata americana; una miniriproduzione di quei villaggi della Nato che fioriscono nelle nostre zone, ma con una differenza non di poco: ci potevi entrare. Perché era più turistico, più giovane e, cosa non secondaria, più economico.

    Nei suoi Happy Meals trovavi statuine e giochini raffiguranti personaggi di film – americani, of course – visti sugli schermi proprio in quei giorni. Il mio primo contatto fisico con il mondo del cinema è stato forse quel modellino svitato di Hercules che stringevo fra le mani fingendo di analizzarne le fattezze, ché ero troppo grande per poterci giocare davanti agli amici e troppo piccolo per non pensare che ci avrei giocato a casa.

    Detto questo, per quanto riguardava il cibo, la situazione per me era pressoché identica a quando si andava in pizzeria… sempre patatine fritte mangiavo.
    E la statuetta di Hercules la persi nell’enorme parcheggio esterno, sotto lo sguardo sornione di quel cazzo di pagliaccio.
    Ci pensai per tutto il lungo viaggio di ritorno, muto, sui seggiolini di dietro. Per me il mc Donald’s era una gran rottura di coglioni. Ma devo ammettere, lasciatevelo dire da un esperto di patate fritte – che Siffredi mi farebbe un baffo se solo parlassimo dello stesso tipo di patate: quelle del Mc sono proprio buone.

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