OTTOBRE 2015

  • #BACKTOTHEFUTUREDAY: CELIACHIA DOMANI

    Categorie: Grazie A Dicke

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    Nel 2035 l’Italia vive il suo nuovo miracolo economico. In politica viene definitivamente abbandonato ogni formalismo: il discorso di fine anno viene trasmesso da La Parolaccia a Roma e si conclude con tutti i convitati che intonano il nuovo inno nazionale; il vecchio canto di Mameli è stato infatti riadattato da Kekko dei Modà per rendere la vita più facile ai calciatori che debbono ricordarlo ai mondiali.

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  • LA RISPOSTA DELL’AIC A REPORT

    Categorie: Politica

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    L’Associazione Italiana Celiachia ha voluto prontamente rispondere tramite un comunicato stampa alla puntata di Report, il programma di Milena Gabanelli, andata in onda questa domenica.
    In quella puntata si riteneva mal formulato il così detto Decreto Veronesi, che dal 2001 serve a regolamentare l’erogazione dei prodotti senza glutine a chi soffre di Celiachia.

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  • PASTA RUMMO: NIENTE GLUTINE E NIENTE PANICO

    Categorie: Internet, Pubblicità

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    Ultimamente è stata lanciata sul web una sorta di gara di solidarietà per il Pastificio Rummo. Ma cos’è successo esattamente?

    Rummo è uno dei marchi di pasta più noti in Italia: lo storico pastificio ha fatto breccia nel cuore di molti clienti sia per la qualità del prodotto – basata sul culto della “lenta lavorazione” – sia per l’attenzione al packaging e ai suoi richiami vintage. Ultimamente, così come altri storici pastifici Italiani, aveva lanciato sul mercato anche una versione senza glutine della propria pasta.
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  • REPORT SMASCHERA L'”AFFARE CELIACHIA”

    Categorie: Politica

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    Questa sera Report ha dedicato la puntata alle leggi italiane scritte male.
    Fra queste si è soffermata su quella del 2001 che regolamenta l’erogazione dei prodotti senza glutine ai celiaci.

    Il servizio è molto breve: niente di nuovo per chi è celiaco, ma finalmente il programma televisivo di RaiTre cala la maschera al florido mercato del senza glutine, andando a fare luce su tanti argomenti interessanti.
    Proviamo a riassumerli per punti:

    1 – Nel servizio si fanno presenti prima di tutto le discrepanze di prezzo degli stessi prodotti quando vengono venduti nei supermercati (per ottenere i quali, i celiaci devono pagare) e nelle farmacie (dove invece i celiaci tendono a porsi meno il problema, visto che sono erogabili gratuitamente).

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