DIALOGOI

  • SPONTINI

    Categorie: Dialogoi, Uncategorized

    2 commenti

    – E quindi tu non puoi mangiare la pizza di Spontini? Che pena.

    – Non mangio tutto ciò che contiene glutine. Quindi, per dire, le cose fatte con la farina di grano non posso pigliarle… dolci, pizza, pasta…

    – Non mangi la pasta?

    – Mangio pasta fatta con altre farine. Ormai anche la Garofalo e la Barilla fanno la pasta per i celiaci.

    – La Barilla? Quella che non fa la pasta ai gay?

    – Beh, più o meno sì, quella.

    – La fa per i celiaci?

    – … Se ti stai chiedendo come si regolano coi celiaci gay, non ne ho idea.

    – La Barilla fa la pasta per i celiaci.

    – Ti sembrerà strano ma sì, come tantissime altre marche anche più buone. Usano farine alternative…

    – Tipo?

    – La farina di mais, per dire. O quella di soia…

    – Aggià che esiste la farina di soia!

    – Sì.

    – Si fa un sacco di cose con la farina di soia!

    – Già.

    – Almeno puoi mangiare anche tu la pizza: la pizza di soia!

    – Non fa una piega.

    – Esiste anche il latte di soia, cioè quindi sei tipo senza problemi!

    – Ssssssì…

    – Che è?

    – No, è che in realtà il latte me lo posso bere… di solito nessuno ci mette la farina dentro.

    – Ah.

    – Eh, sai…

    – Ho detto una catsata.

    – Ma figurati.

    – Però non puoi mangiare la pizza da Spontini.

    – Quella no.

    – Che pena!

  • I BISCOTTI DI ILARIA

    Categorie: Blogosfera, Dialogoi

    8 commenti

    – Ce la fai a camminare?
    – Guarda che ho venticinque anni, eh? Son mica un vecchio!
    – Chiedevo per il mal di schiena di stamattina. Come va?
    – Ma lo sai: quando ci sei tu mi passa ogni dolore! Possiamo passeggiare fino a stanotte se vuoi.
    – Scemo. Vuoi un biscotto?
    – Non posso, lo sai.
    – Ah già, la celiachia.
    – Quello è l’unico dolore che non mi passa. Però ho delle caramelle alla frutta. Vuoi una caramella alla frutta?
    – Ma che poi, questa celiachia, cos’è?
    – Guarda non ne parliamo. Una malattia dimmérda… ci si può convivere, per carità, ma ti dà un sacco di rogne!
    – Sì sì, questo lo so, e deve essere davvero difficile, ma io intendevo: cos’è che vi fa male?
    – Il glutine.
    – E cos’è?
    – Cos’è cosa?
    – Il glutine, cos’è? Che succede quando lo ingerite?
    – …  Vuoi una caramella?
    – Cioè se tu avessi mangiato il biscotto, cosa sarebbe successo?
    – Sono alla frutta. Provale!
    – E se trasgredisci spesso che può accadere?
    – Non lo voglio il tuo biscotto!
    – Ma lo so, è solo un esempio…
    – E io per esempio non lo voglio.
    – Cerco solo di capire che ti succede se prendessi – per esempio! – un biscotto col glutine.
    – Mi fa male la schiena.
    – Ah, c’entra pure la schiena?
    – Con cosa?
    – Col biscotto.
    – Ma sei pagata dalla Pavesi?
    – Eh?
    – Dico che mi è tornato il mal di schiena di stamattina.
    – Oh, povero! Andiamo a casa?
    – Sì, per favore. Te l’avevo detto che era meglio non uscire, oggi.
    – Povero biscottino.
    – E basta, cazzo!

    Trovo illuminante quest’ultimo post di Celiachia&Dintorni, sul fatto che noi PriviDiGlutine siamo bravi a lamentarci (ci viene facile), ma che siamo i primi ad essere poco informati sulla nostra malattia – me compreso, eh!
    Se siamo poco informati noi, lo sono anche gli altri. E gli effetti sono cose tipo la gente che crede che la celiachia si sia diffusa per colpa della modificazione genetica del frumento (giuro che ho conosciuto un barista a Milano che ha cercato di convincermi che fosse così: o gli credevo o non mi portava il caffè); o all’Unione Europea che declassa la celiachia nell’elenco delle intolleranze alimentari.

  • DIMMI

    Categorie: Dialogoi, Nutrirsi

    0 commenti

    – Salve, mi scusi.
    – Dimmi.
    – Vorrei sapere se per caso fate pizze per celiaci.
    – Pizze? La capricciosa, dici?
    – No no, non è un tipo di pizza…
    – Ah…
    – Chiedevo solo un’informazione…
    – Dimmi.
    – Per i celiaci fate qualcosa?
    – No no, grazie, non ci interessa.
    – Ma che ha capito, scusi?
    – Perché?
    – Allora, è semplice. Le chiedevo se fate qualcosa per gli intolleranti al glutine.
    – Io ogni anno faccio la beneficenza all’amref. Però con la crisi che c’è, quale elemosina posso mai…
    – Guardi, senta…
    – Dimmi.
    – Lasci stare. Arrivederci.
    – Ma dove vai? Siediti che ti faccio una pizza!

    Non è un paese per celiaci.
    Continuerò ad indagare fra le pizzerie milanesi. Per il momento ci sono le solite quattro.
    Ne hai qualche altra da suggerirmi? Dimmi.

  • LA CORTESIA DEGLI SCONTRINI

    Categorie: Dialogoi, Uncategorized

    0 commenti

    – Avanti il prossimo. Dimmi.
    – Buongiorno!
    – Dimmi.
    – Sì, guardi, vorrei un gelato.
    – Siamo al banco dei gelati, sicuramente non vuoi una pizza.
    – …….  Beh…
    – Dimmi i gusti.
    – Ah sì, allora… mmm… vediamo…
    – Presto!
    – Sì, scusi. Nocciola e cioccolato.
    – Finalmente!
    – Mi scusi. Ah, mi raccomando non mi dia il cono, ma la vaschetta…
    – Il cioccolato non c’è…
    – … perché sono celiaco e quindi….
    – … ti metto il kinder…
    – … il cono non me lo posso mangiare.
    – Ecco il tuo cono.
    – Ma guardi…
    – Avanti il prossimo.

    A volte mi sento leggermente spiazzato quando sugli scontrini trovo scritto “Grazie per averci scelto. Arrivederci”.

  • INTOLLERANZA ZERO

    Categorie: Dialogoi, Uncategorized

    0 commenti

    – Ma che fai? Guarda che dovevi andare a destra.
    – Non ti accompagno a casa.
    – Come non mi accompagni?
    – Guardami in faccia. Non noti niente?
    – Senti, per piacere…
    – Guardami in faccia.
    – Io tengo fame!
    – E guardami!
    – Ti sto guardando, Savè, fai schifo, come sempre. Accompagnami a casa.
    – Non lo vedi il sorriso?
    – Il che?
    – Il sorriso! Sto sorridendo.
    – (pausa) Io non lo volevo nemmeno il passaggio, Savè.
    – Oggi ti porto a mangiare con me!
    – Savè, ti giuro, fammi scendere, non dico niente a nessuno.
    – Angelo…
    – Savè…
    – Reggiti forte…
    – Saverio…
    – Mi hanno dato una promozione!
    – Ma vafanculo, Savè.

    – Ora passiamo a prendere Luca e vi porto a mangiare una bella pizza in un posto che so io.
    – Eh…
    – Che c’è?
    – Non per fare il guastafeste, ma il fatto è che sono celiaco. Io la pizza non me la posso mangiare…
    – Ah già, sei celiaco.
    – E lo so…
    – Ma che problema c’è? Lasciamo perdere la pizza. Conosco un ristorantino dove fanno la spaghettata migliore di Napoli.
    – Eh…
    – Nemmeno la spaghettata?
    – Quella è proprio la farina di grano che non posso pigliare.
    – Vabbuò, Angelo, pigliamo il toro per le corna. Ci facciamo il classico panino e birra, che ne dobbiamo fa del primo piatto?
    – Eh…
    – Ah già… il panino!
    – Veramente anche la birra…
    – Che cI mettono la farina dentr’a birra?
    – No, però c’è comunque il glutine… e io a quello sono intollerante.
    – E tu ti pigli qualche altra cosa, Angelo. Pigliati un babbà, che ti posso dire.
    – Potessi mangiarlo…
    – Un panzerotto.
    – Come se avessi accettato.
    –  Un cannuolo siciliano!
    –  Ritenta.
    – ‘Na porzione di patate fritte!
    – Possono essere contaminate.
    – Un po’ di zucchero a velo!!!
    –  Può essere rischioso…
    (la macchina frena bruscamente.)
    Scendi da questa macchina!
    – Savè…
    – SCENDI, TI HO DETTO!

    Non è facile essere celiaco a Napoli, e allora mi sono trasferito a Milano.
    Sono sempre stato un illuso.