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  • SE L’ARTE FOSSE PRIVADIGLUTINE

    Categorie: Blogosfera, Internet

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    Cosa succederebbe se l’arte fosse tutta senza glutine?
    Il Gluten Free Museum prova a immaginare versioni alternative di opere pittoriche, cinematografiche, di immagini pubblicitarie o di frame estrapolati dai cartoons; tutto rigorosamente privo di glutine.
    Qui sotto alcuni esempi.

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  • PASTA RUMMO: NIENTE GLUTINE E NIENTE PANICO

    Categorie: Internet, Pubblicità

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    Ultimamente è stata lanciata sul web una sorta di gara di solidarietà per il Pastificio Rummo. Ma cos’è successo esattamente?

    Rummo è uno dei marchi di pasta più noti in Italia: lo storico pastificio ha fatto breccia nel cuore di molti clienti sia per la qualità del prodotto – basata sul culto della “lenta lavorazione” – sia per l’attenzione al packaging e ai suoi richiami vintage. Ultimamente, così come altri storici pastifici Italiani, aveva lanciato sul mercato anche una versione senza glutine della propria pasta.
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  • 10 COSE DA SAPERE DA UN CELIACO

    Categorie: Cinema, Disinformazione, Grazie A Dicke, Internet, Social

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    L’augurio di Surya per il 2014

    Non è molto vecchia la storia della “stronza celiaca di merda” (così autodefinitasi) che mandava “a fanculo” la sperimentazione animale dal momento che lei, essendo celiaca, “non rompe il cazzo a nessuno” con la sua malattia “genetica, rara, debilitante”.

    Non starò qui a fare dibattito pro o contro la sperimentazione animale (il caso di Surya – sì, insomma… la stronza celiaca di merda – è trattata a lungo in questo articolo). A me al momento preme far notare la parte in cui la celiachia viene definita malattia “genetica, rara, debilitante”.

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  • MA ‘STA BARILLA, L’HANNO VENDUTA O NO?

    Categorie: Blogosfera, Disinformazione, Internet, Social

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    Continua a girare imperterrita la notizia secondo la quale la Barilla sarebbe stata venduta agli Americani. Non solo: la colpa imputata all’azienda è anche quella di utilizzare, ora che è nelle mani ciniche degli yankyes, grano “ammuffito”.

    BARILLA non è più italiana ma americana e usa grano con tassi di micotossine altissimo (ammuffito), derivante da lunghi stoccaggi al prezzo più basso possibile. L’UE nel 2006 ha alzato con un colpo di mano i livelli accettati di micotossine presenti nel grano duro, di modo che tanti paesi potranno produrre grano duro in dei clima non adatti badando solo alla quantità, distruggendo i contadini del sud Italia il cui grano non contiene micotossine e portando al fallimento le industrie sementiere mediterranee.

    E se il grano è ammuffito, non è che la Barilla fa ammuffire pure i cereali che usa per la pasta celiaca?
    La firmataria dell’articolo, Dott.ssa Giuliana Icardi, è agguerrita e suggerisce anche la soluzione: banalmente, boicottiamola. Lei e tutte le aziende appartenenti allo stesso gruppo:

    Barilla è presente anche con i seguenti marchi: Motta, Essere, Gran Pavesi, le Tre Marie, le Spighe, Mulino Bianco, Pavesini, Voiello, Panem.

    Bene. Tutto molto interessante. Se non fosse che la notizia è una grande bufala.

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  • COME CI SEI ARRIVATO?

    Categorie: Blogosfera, Internet

    1 commento

    ImmagineIeri per caso mi sono trovato in una pagina in cui WordPress mi segnala le parole cercate su google per arrivare qui, sul blog di Grazie a Dicke. Da molte di quelle ricerche, via via sempre più assurde, mi sembra evidente sia che c’è ancora un sacco di confusione sul tema celiachia, sia che in giro c’è un bel po’ di gente messa male.
    In questo post ho provato a fare un giochino, dandomi il compito di provare a risolvere qualche dubbio partendo proprio da quelle ricerche.

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  • TRACCE DI GLUTINE #3 – GLI ALTRI

    Categorie: Internet, Social, Tracce di glutine

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    E niente, ho provato a domandare ai celiaci su facebook quali sono secondo loro gli svantaggi di non potersi pigliare il glutine.
    Ero curioso di capire se anche gli altri colleghi di malattia hanno avuto  – o hanno tuttora – le stesse mie conseguenze sulla vita sociale. Ne sono usciti vari momenti in cui ci si sente sul serio, inevitabilmente, celiaci. E forse si possono riassumere con la risposta di Noemi: il fastidio maggiore di essere celiaci è la mancanza di spensieratezza.
    O peggio, si possono riassumere, come dice Claudia, nello “stare a guardare gli altri che mangiano”.
    Chissà che, se un NonCeliaco passa di qua, non possa imparare qualcosa.

    Francesca: è noiosissimo stare sempre a spiegare a tutti cosa posso o non posso mangiare: già sei a tavola, tutti mangiano e tu, di quello che c’è, puoi mangiare il 10%… poi dover anche rispondere alle curiosità dei commensali con la bocca piena è proprio fastidioso

    Chiara: A me fanno impazzire quelli che, quando dico che sono celiaca, attaccano ‘Ah, ma mi chiedo come fai! Io non ci riuscirei mai, mi piacciono troppo il pane e la pasta!’ Come se fosse un scelta.

    Stefania: A me danno fastidio quelli che mi dicono “ma sì, adesso trovate un sacco di cose da mangiare dovunque”, e nel menù che stai leggendo puoi mangiare solo carne arrostita e insalata…

    Luca e Paola: Andare a incontri di lavoro, riunioni, convegni, ecc…, dove fanno un break a metà mattina o pomeriggio, e tutto quello che puoi prendere è un caffè quando va bene, se no giusto un bicchiere d’acqua, e allora tutti Sei a dieta…? non ti piace…?, ah, è vero tu non puoi mangiare, se avessimo saputo prima… ecc. ecc. Solita solfa, sempre, anche con le persone che conosci e che ti frequentano.

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