TRACCE DI GLUTINE

  • TRACCE DI GLUTINE #4 – L’ANORMALE

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    Ovverossia gli istanti in cui ti ricordi di essere inevitabilmente celiaco.

    – Quando la gente è convinta che io non possa mangiare il cioccolato, o le patate, o qualsiasi spuntino dal momento che sono celiaco e per definizione Un celiaco è uno che non mangia.

    – Quando, dovendo spiegare alla stessa gente che invece posso mangiarlo il cioccolato, posso prendere le patatine e sì, il vino lo posso bere, questa si incazza con me perché è sempre stata convinta del contrario.

    – Quando quel pizzaiolo tanti anni fa mi chiese se sulla mia margherita poteva aggiungere il sale, visto che questo era comunque bianco come la farina.

    – Ogni tanto le aziende lanciano un prodotto per celiaci che prima esisteva solo per le persone normali. Come un panettone, ad esempio (ne parlavo nello scorso articolo). Sapere che a Natale posso mangiare anch’io quello che mangiano tutti mi fa sentire “più normale”. Quando poi vado a vedere il prezzo e scopro che queste aziende te la fanno pagare cara la normalità allora, che vi posso dire?, mi sento un po’ celiaco.

    – Quando parlando dei non celiaci viene da definirli persone normali.

  • TRACCE DI GLUTINE #3 – GLI ALTRI

    Categorie: Internet, Social, Tracce di glutine

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    E niente, ho provato a domandare ai celiaci su facebook quali sono secondo loro gli svantaggi di non potersi pigliare il glutine.
    Ero curioso di capire se anche gli altri colleghi di malattia hanno avuto  – o hanno tuttora – le stesse mie conseguenze sulla vita sociale. Ne sono usciti vari momenti in cui ci si sente sul serio, inevitabilmente, celiaci. E forse si possono riassumere con la risposta di Noemi: il fastidio maggiore di essere celiaci è la mancanza di spensieratezza.
    O peggio, si possono riassumere, come dice Claudia, nello “stare a guardare gli altri che mangiano”.
    Chissà che, se un NonCeliaco passa di qua, non possa imparare qualcosa.

    Francesca: è noiosissimo stare sempre a spiegare a tutti cosa posso o non posso mangiare: già sei a tavola, tutti mangiano e tu, di quello che c’è, puoi mangiare il 10%… poi dover anche rispondere alle curiosità dei commensali con la bocca piena è proprio fastidioso

    Chiara: A me fanno impazzire quelli che, quando dico che sono celiaca, attaccano ‘Ah, ma mi chiedo come fai! Io non ci riuscirei mai, mi piacciono troppo il pane e la pasta!’ Come se fosse un scelta.

    Stefania: A me danno fastidio quelli che mi dicono “ma sì, adesso trovate un sacco di cose da mangiare dovunque”, e nel menù che stai leggendo puoi mangiare solo carne arrostita e insalata…

    Luca e Paola: Andare a incontri di lavoro, riunioni, convegni, ecc…, dove fanno un break a metà mattina o pomeriggio, e tutto quello che puoi prendere è un caffè quando va bene, se no giusto un bicchiere d’acqua, e allora tutti Sei a dieta…? non ti piace…?, ah, è vero tu non puoi mangiare, se avessimo saputo prima… ecc. ecc. Solita solfa, sempre, anche con le persone che conosci e che ti frequentano.

    (altro…)

  • TRACCE DI GLUTINE #2

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    Ovverossia gli istanti in cui ti ricordi di essere inevitabilmente celiaco.
    (segue da qui)

    – Quando sei a cena con altra gente e ti rifilano uno dei pochi piatti senza glutine disponibili in quel locale e ovviamente è meno buono della media dei piatti scelti dai tuoi convitati e uno di questi incuriosito dalla tua stramba malattia ti chiede di potere avere l’ebbrezza di assaggiare un pasto da celiaco e tu non vorresti perché già sai come va a finire ma alla fine cedi e lui lo assaggia e poi un po’ disgustato e un po’ canzonatorio ti dice Che schifo e torna a mangiare il suo piatto con la gioia di non essere anche lui un celiaco e tu speri che quelle linguine al pesce che sta mangiando contengano un particolare virus che per qualche improbabile forma di contaminazione gli ammazzino tutta la famiglia ma poi pensi che non ne vale la pena e torni a mangiare il tuo insipido piatto di merda privo di glutine augurando al tipo al limite una congestione.
    In quei casi, ammettiamolo, ci sentiamo un po’ celiaci.

  • TRACCE DI GLUTINE

    Categorie: Tracce di glutine

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    Ovverossia gli istanti in cui ti ricordi di essere inevitabilmente celiaco.

    – Quando per fare la spesa ci metti circa due ore. Da bravo studente fuori sede, infatti, ti metti a controllare quale tipo di risotto pronto costa quei due centesimi in meno, e quale conviene comprarlo domani ché oggi non puoi approfittare di uno sconto visto che non hai con te la carta fedeltà. Sembra un lavoro semplice, ma in realtà è frutto di manovre strategiche acutissime: una scatoletta di tonno sembra costare meno di un’altra, ma se poi controlli il prezzo al chilo – l’esselunga lo permette, ad esempio – ti rendi conto che se comprassi un chilo di un altro tipo di scatolette non considerate prima, queste ti farebbero risparmiare. Quindi vuol dire che nella prima scatoletta c’è una inferiore quantità di tonno rispetto alla seconda, e allora vada per la seconda. La metti nel carrello con la soddisfazione di chi riesce a risolvere un difficile indovinello pensando che a te non la si fa.
    Tutto questo lavoro malato che in sostanza ti porta ad acquistare i prodotti più scadenti che vengono gettati sul mercato giustificano in realtà solo la prima ora di spesa. L’altra ora è dovuta all’atto di controllare, tra i due risotti pronti che costano di meno, o tra i prodotti surgelati che al chilo sarebbero più a buon mercato, tutti gli ingredienti uno alla volta per verificare definitivamente che sì, quel risotto o quel prodotto surgelato, non solo costa meno, ma me lo posso pure mangiare.

    – Capita sempre che arriva qualcuno con un po’ di biscotti o dolci o checcazzonesò che dice a tutti Ne volete uno? Poi viene da te e dice A te non te lo offro, perché non puoi mangiarlo.
    Che comunque è sempre meglio di quello che invece te lo offre per poi dire Oh scusa, me ne dimentico sempre! Che a sua volta è sempre meglio di quello che te lo offre per poi dire sghignazzando Scusa, non ho resistito.