CRONACHE S.G. – NAPOLI

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    È bello anche solo poterlo dire: “torno a casa”.  È il privilegio di vivere altrove e di avere un posto in cui tornare.
    E così, come ogni estate, Jovanotti sforna l’ultima hit da spiaggia, i tg parlano di “Mammamìa quanto fa caldo!”, e io me ne torno a Napoli. A casa mia.

    Il mio appuntamento estivo comporta prima di tutto l’usuale processione di parenti da salutare, che mi accolgono con la verace schiettezza Napoletana (mi hanno detto, nel giro di cinque minuti, sia che sono ingrassato sia che sono dimagrito. E non pensiate che quest’ultimo sia considerato un complimento).

    Ma a onor del vero, prima di salutare loro c’è una cosa che non mi può togliere nessuno: una delle gioie più grandi concesse a noi “Privi di Glutine”. Considerate che il mio treno arriva sempre strategicamente a Napoli per le tre di pomeriggio, così che mia madre si ritrova a pensare che suo figlio, sono le tre di pomeriggio, e ancora non ha mangiato! Una piccola vigliaccata, lo so.
    Arrivo trovando quindi il piatto pronto a tavola, e il piatto pronto a tavola per un nostro tacito accordo mai esplicitato a voce comprende – sempre! – la mozzarella! Spesso anche più di una.
    Morbida, bianca, che appena l’accarezzi con la forchetta sbrodola tutta l’acqua che contiene… altro che la triste gocciolina che si vede in una famosa pubblicità.

    C’è poco da stare a girarci intorno: una delle cose per cui è bello tornare a casa, è il cibo. Quest’anno poi mia madre ha potuto dare mostra delle sue abilità culinarie, perché a casa non ci sono tornato da solo, ma ci ho portato pure Ilaria.

    Oro bianco

    Ilaria è nata e cresciuta a Milano. In quella città, i tempi dettati dal lavoro e una maggiore consapevolezza alimentare (aiutata quest’anno anche dalla presenza in città dell’Expo) comportano che per un pranzo possa bastare un’insalata di pomodori e cannellini, con qualche crostino di accompagnamento. Frutta a volontà, del sapore che può avere la frutta comprata ai supermercati di Milano, e tanta acqua, per idratare.
    Giù da me, l’acqua manco la mettono a tavola. Quando ti siedi trovi già nel bicchiere il vino fatto da mio padre, e se proprio hai voglia di acqua devi farne esplicita richiesta. Giù da me si pensa ancora che l’EXPO sia una sagra dove si va a mangiare. La consapevolezza alimentare la friggi in padella col pangrattato (senza glutine). Giù da me la consapevolezza alimentare è per quando ti metti a dieta. Tutto il resto dell’anno non pensarci. Mangia.

    Per la sua prima cena in famiglia, Ilaria aveva sentito che la sera mio padre voleva fare la pizza. A lei piace molto la pizza e Napoli è il posto giusto in cui mangiarla! Eppure mia madre era lì in cucina che continuava a friggere fiori di zucca. Quindi, ingenuamente, Ilaria mi chiede: “Ma quindi stasera frittelle? Io avevo capito che c’era la pizza|”.
    Poverina… non aveva ancora capito quello che le aspettava.
    Con gli avanzi di quella prima cena avremmo potuto mangiarci tutta la settimana. Ma poi pareva brutto… e quindi ogni giorno c’erano altre tre, quattro, cinque portate nuove nuove e poi, seppure riuscivi a finire un piatto completo, sbucavano dappertutto gli avanzi dei giorni passati. Per pulirti la bocca, sai… Come digestivo.
    Un tribolare di polpette, frittelle, mozzarelle, pesto fatto in casa, carne arrostita, pasta al forno, tutto rigorosamente in duplice versione normale e senza glutine…
    E poi frutta! Ma frutta che abbia il gusto di frutta! Colta con fatica dagli alberi di mio padre e servita con orgoglio a tavola con tanto di lezione sulle varie tipologie di pesche in lingua quasi italiana!
    Solo le percoche, ad esempio, sono adatte per essere sbucciate e buttate nel vino per prendere sapore. Ilaria ha potuto appurare… ‘Na cosa eccezionale!

    La settimana è passata velocemente e abbiamo avuto l’impressione di averla trascorsa a tavola. Ci siamo alzati giusto quelle volte in cui siamo andati a farci la pizza da Starita a Materdei o il panino al Biergarten, su al Vomero (ne parlerò nel prossimo post).
    La mattina del nostro ultimo giorno Ilaria vide mia madre che stava affettando delle melanzane e le stava arrostendo. A Ilaria piacciono le verdure grigliate. “E poi sono leggere… ho mangiato troppo questa settimana e finalmente mi riprenderò un po’!” Sette giorni erano passati, e non aveva ancora capito!
    Quelle melanzane sono state buttate in padella con formaggio, sugo e trasformate in Parmigiana di Melanzane, un piatto che doveva essere d’accompagnamento alla pasta al forno, alle sogliole (per stare più leggeri) alle nuove frittelle e alle nuove polpette (che quelle degli avanzi erano finite). Per chiudere in bellezza, un piccolo pensiero al figlioletto Angelo: di nuovo mozzarella per tutti.

    Si dice che per digerire dopo aver mangiato non convenga mai stendersi ma stare seduti, e noi per fortuna saremmo stati costretti a stare seduti per lunghe ore, dovendo riprendere il treno per Milano.
    Abbiamo digerito all’altezza di Firenze Santa Maria Novella.

    PS: Sento spesso dire che arrivare alla stazione di Milano con le mozzarelle in mano è terribilmente provinciale. Allora, cari Milanesi, smettete di chiedermele!