GGF: NAPOLI, PANINI PORCHI E PIZZE STORICHE

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    Nelle case campane si mangia da Dio, ma anche fuori casa in questa regione non si scherza mica.
    E così, con la scusa di rivedere vecchi e nuovi amici, ne ho approfittato per sperimentare nuovi locali senza glutine napoletani.
    Mi sento di consigliarne due:

    Biergarten
    Ottimo pub in zona Vomero dove servono grossi panini anche senza glutine.
    Non è necessario prenotare: il cliente tipo si presenta lì a stomaco vuoto per poi lasciarsi ispirare dall’ampio menu.
    Il panino più maiale è il “Panino con porchetta, provola e parmigiana di melanzane”. Per ora il mio preferito, ma ne ho assaggiati ancora troppo pochi.
    Se è una bella serata e il celiaco che ha divorato lo stinco di maiale si sente suino a sua volta per quanto ha mangiato, smaltisca con una tonificante passeggiata verso San Martino. La veduta da lassù fa sempre la sua figura porca.

    Starita
    È sempre difficile dire qual è la migliore pizzeria di Napoli. Le opinioni a riguardo hanno fomentato diatribe agguerrite ed estenuanti che si tengono quasi sempre nelle riunioni di famiglia a Natale e Capodanno, quando non si fa altro che mangiare e parlare di cibo (sia quello in tavola sia quello che in tavola avrebbe potuto esserci).
    Per noi PriviDiGlutine la scelta è molto più facile: non sono molte, ahimé, le pizzerie storiche che servono anche pizza celiaca.
    Fra queste, però, c’è Starita nel quartiere Materdei (a due passi da Piazza Dante), diventata famosa per il celebre episodio di Sophia Loren nel film L’oro di Napoli di De Sica.
    La pizzeria non sente esigenza di prenotazioni, nemmeno per la pizza senza glutine. Vai lì – possibilmente a pranzo, se vuoi trovare posto più in fretta – e quando si libera un tavolo sufficientemente ampio per accogliere te e i tuoi convitati, entri.

    Pizza Girella – da Starita a Materdei

    (Attenzione che qui i camerieri sono molto fiscali! Io ci sono andato con quattro amici. Al nostro arrivo eravamo solo in due… finché non ne abbiamo raggiunto almeno la quota di quattro persone, non ci hanno fatto sedere.
    E pure quando oramai eravamo seduti e il cameriere ha portato i bicchieri a tavola, gli abbiamo chiesto se era possibile avere anche un quinto bicchiere per una nostra amica che di lì a poco sarebbe arrivata. Il cameriere ci ha guardato come se fosse tutto calcolato e ci ha detto “quando arriva, glielo portiamo”.
    Ho cominciato a pensare che non si fidasse di noi, e volevo fargli vedere le foto della nostra amica su facebook… esiste, lo giuro! Quando poi è arrivata gliel’abbiamo indicata tutti… noi vittoriosi, lei alquanto in imbarazzo.)

    Ma superata la loro fiscalità, posso dire che per noi celiaci è senz’altro la pizza più buona di Napoli. Io, personalmente, mi sono innamorato dei pomodorini del Vesuvio.
    Se poi dopo il pasto aveste i problemi di origine suina discussi nel capitoletto precedente, nessun problema: niente di meglio di una bella passeggiata fino a piazza Dante per un caffè da Mexico.
    E ancora più giù, lungo via Roma, per arrivare a Piazza Plebiscito e, più in là, al mare.