GUIDA GLUTEN FREE: PIZZERIA LE SPECIALITÀ, MILANO

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    Insomma arrivo a questa pizzeria ché dal sito mi pare che ci tengano parecchio al celiaco.
    Arrivo e dico alla tipa dietro il bancone Un tavolo per due. Mi avvicino, per non dare nell’occhio agli altri clienti, e le dico una cosa a voce bassa, con fare colpevole.
    Lei mi dice Eh?
    Allora glielo ripeto alzando di poco la voce: uno dei due è celiaco.
    Va benissimo!, mi grida la signora. E io pensavo che la cosa le bastasse, ma ovviamente non poteva essere così. Chi dei due è celiaco?, mi domanda.
    Io, guardandomi un po’ in giro circospetto, mi indico. La tizia è ancora più allegra, e io mi stupisco che la notizia della mia intolleranza le abbia provocato tanta gioia. Volevo dirle anche del diabete di mia madre, così, tanto per farla divertire ancora un po’, ma lei mi interrompe subito asserendo: Ti divertirai!

    Mi divertirò. Stasera si ride, penso.
    E già un po’, a istinto, mi veniva da piangere.

    Mi indica a un tizio ben vestito che mi dice Seguitemi e mi porta tra tavoli gremiti di gente che io penso Porco glutine, si mangerà proprio bene qui. Il tipo ben vestito mi indica a un’altra tizia, anche lei ben vestita, che mi porta a un tavolino attaccato a un altro tavolino dove ci sono due ragazze che attendevano le pizze. Ma ormai ci sono abituato, ché Milano è una città democratica, e nei locali vige la politica che non puoi dire un tuo cazzo senza che uno sconosciuto accanto non si possa fare un’opinione su di te.

    Il locale è carino, e noi siamo speranzosi. C’è tantissima gente. La pizza deve essere buona.
    Sono gentili. Ci portano subito da bere, regalandoci pure delle olive nere. Che io poi sono provinciale, e subito mi pongo la questione E mo’ dove li butto i noccioli? Quasi quasi li ingoio, che se sbaglio questi subito pensano Ecco qua, il solito celiaco.

    Ci portano il menu. E immediatamente diventa irrilevante la questione noccioli, e inizio a sputarli a caso in un piattino senza farmi problemi. Loro non se ne sono fatti a farmi pagare una bottiglia d’acqua quattro euro e cinquanta!
    La cosa positiva è che non c’è la maggiorazione per le pizze celiache. E menomale: la margherita, la pizza più economica, me la fanno a tredici euro. Ci credo che la razione di glutine la mettono e tolgono in omaggio.

    Ovviamente ordino una margherita, ringhiando un po’ durante l’ordinazione.
    Il cameriere segna tutto e porta via il menu. Noi aspettiamo pensando Vabbè, lo so, siamo studenti, ma per una volta cheffà! Sì lo so che a Milano la pizza più costosa che ho mangiato veniva la metà del prezzo di questa, ma tant’è. Sì, lo so che a Napoli con tre euro te ne mangi una che dopo ti azzanneresti pure il vassoio, ma tant’è. Sì lo so che non comprai la bottiglietta d’acqua al cinema perché costava un euro e cinquanta, e qui un litro me lo fanno quasi a cinque euro, ma tant’è. Sì, lo so ch… vabbè sì ma infilalo il coltello nella piaga, su, che ti piace!

    Ci portano le pizze. E nel frattempo è finita l’acqua. E a ‘sto punto, sperando di risparmiare, chiedo una semplice lattina di fanta. Pure già aperta, mi va bene. E il bicchiere ce lo metto io, non ti preoccupare, sciacquo quello della ragazza affianco ché tanto non sta bevendo. Vorrei chiedere quanto costa, ma pare brutto. Sto per chiedere Se mi riporti il menu me lo fai pagare?, ma alla fine opto per la sorpresa. E sorpresa!, la lattina di fanta costa sempre quattro e cinquanta, uguale alla bottiglia d’acqua naturale.
    Tutto quattro ero e cinquanta, costa.
    Tranne le pizze, che costano tre volte tanto.

    Ma sono buone, le pizze.
    Io esagero un po’, in questo post – anche se i prezzi sono quelli – però le pizze, lo ammetto, sono buone. E capisco pure che ci vuole un costo particolare per assicurare la cucina celiaca senza contaminazione, e che quindi le materie prima – che sono anche DOC – me le fai pagare di più. Lo capisco. Ma l’acqua a quattro euro e cinquanta? Dove l’hai comprata, a Lourdes?

    Ma erano buone. C’è il solito problema, per le pizze celiache, di non riuscire a fare il cornicione gonfio come quelle normali. Anzi qui, più ci si avvicinava al cornicione, più la pizza era bruciacchiata. Ma la parte centrale era ottima, così come i condimenti.
    Sono soddisfatto.
    Chiedo al cameriere dov’è il bagno. Mi risponde Quattro euro e cinquanta. Poi si corregge In fondo a destra. Sa, mi dice, è l’abitudine.

    Ripenso alle parole della tizia dietro al bancone a inizio serata. Ti divertirai! E mi torna la voglia di piangere.
    Penso pure che la pizzeria non è male, che lo devo scrivere sul blog, e che devo accennare – giusto un minimo – al fatto che non è del tutto accessibile a uno studente fuori sede. Non so se è arrivato il messaggio.

    PS: Indovinate come ci si arriva al locale? Ma ovvio, prendendo il 9; il tram della pizza celiaca.

    Leggi pure:
    La pizza celiaca a Milano

  • La tua compagna di pizze

    Bellissimo! Ti sei superato! :D

  • Andrea

    che tipo di sostanza stupefacente usi?

    • Roba buona. La fa la Scharr, mi pare.