LA RISPOSTA DELL’AIC A REPORT

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    L’Associazione Italiana Celiachia ha voluto prontamente rispondere tramite un comunicato stampa alla puntata di Report, il programma di Milena Gabanelli, andata in onda questa domenica.
    In quella puntata si riteneva mal formulato il così detto Decreto Veronesi, che dal 2001 serve a regolamentare l’erogazione dei prodotti senza glutine a chi soffre di Celiachia.


    “Il celiaco che fa male la dieta senza glutine costa al Servizio Sanitario Nazionale molto più che curarlo”, si legge nel comunicato a risposta dell’accusa di Report: secondo quanto si evince dalla trasmissione, infatti, queste erogazioni stanno diventando una spesa enorme per lo Stato. In realtà, nei servizi non si parla male del sistema di erogazione in sé (che in soldoni consiste nel dare mensilmente la possibilità ai celiaci di prendere dei prodotti senza glutine gratis), ma si mette in dubbio il sistema di controllo nei confronti dei prodotti stessi: un celiaco può tranquillamente ritirare gratis merendine piene di olio di palma e arancini fritti, che certo non aiutano la salute di nessuno, celiaco o meno.

    Sull’argomento, nel comunicato di AIC si legge che

    È importante poter consumare prodotti che rientrano di solito nella dieta delle persone come biscotti e merendine, che secondo un recente studio hanno  profili nutrizionali analoghi ai prodotti con glutine presenti al supermercato e , in alcuni casi, addirittura migliori, con più fibre e meno olio di palma.

    In alcuni casi, appunto. Visto che però in molti altri casi le merendine rimborsabili  fanno più male che bene, rimane forte il dubbio: sicuri che questo Decreto Veronesi, così com’è, non vada riformulato o quantomeno aggiornato?
    In effetti, a leggere bene, nello stesso comunicato c’è una piccola parte che annuncia:

    Il Ministero della salute, in accordo con le parti sociali, pazienti e produttori, ha già previsto da tempo la revisione del Registro, che segue le recenti modifiche alla normativa europea, escludendo i prodotti non essenziali come ad esempio gli alimenti panati.

    andando quindi a confermare in parte proprio quanto detto da Report.
    Il problema insomma non è che i celiaci hanno il rimborso e non dovrebbero averlo; il problema è che questo rimborso ha sicuramente dei vantaggi, ma anche tanti, troppi gap per non essere rivisto.