TRACCE DI GLUTINE #3 – GLI ALTRI

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    E niente, ho provato a domandare ai celiaci su facebook quali sono secondo loro gli svantaggi di non potersi pigliare il glutine.
    Ero curioso di capire se anche gli altri colleghi di malattia hanno avuto  – o hanno tuttora – le stesse mie conseguenze sulla vita sociale. Ne sono usciti vari momenti in cui ci si sente sul serio, inevitabilmente, celiaci. E forse si possono riassumere con la risposta di Noemi: il fastidio maggiore di essere celiaci è la mancanza di spensieratezza.
    O peggio, si possono riassumere, come dice Claudia, nello “stare a guardare gli altri che mangiano”.
    Chissà che, se un NonCeliaco passa di qua, non possa imparare qualcosa.

    Francesca: è noiosissimo stare sempre a spiegare a tutti cosa posso o non posso mangiare: già sei a tavola, tutti mangiano e tu, di quello che c’è, puoi mangiare il 10%… poi dover anche rispondere alle curiosità dei commensali con la bocca piena è proprio fastidioso

    Chiara: A me fanno impazzire quelli che, quando dico che sono celiaca, attaccano ‘Ah, ma mi chiedo come fai! Io non ci riuscirei mai, mi piacciono troppo il pane e la pasta!’ Come se fosse un scelta.

    Stefania: A me danno fastidio quelli che mi dicono “ma sì, adesso trovate un sacco di cose da mangiare dovunque”, e nel menù che stai leggendo puoi mangiare solo carne arrostita e insalata…

    Luca e Paola: Andare a incontri di lavoro, riunioni, convegni, ecc…, dove fanno un break a metà mattina o pomeriggio, e tutto quello che puoi prendere è un caffè quando va bene, se no giusto un bicchiere d’acqua, e allora tutti Sei a dieta…? non ti piace…?, ah, è vero tu non puoi mangiare, se avessimo saputo prima… ecc. ecc. Solita solfa, sempre, anche con le persone che conosci e che ti frequentano.


    Janet: 
    Mi pesa un sacco non poter uscire con gli amici come prima, anche per questo fatto ci siamo allontanati e non posso andare dove mi pare, mi pesa troppo non poter mangiare un pezzo di pane e andare dove voglio.

    Elena S.: Passi il fatto che non puoi fare colazione al bar, passi il fatto che non puoi andare in pizzeria se ti vien voglia all’improvviso… ma non riesco a lasciar perdere quando si organizza qualcosa x i bambini e TUTTI dimenticano il fatto che c’è un celiaco in classe.

    Elena M.:  x me il problema maggiore è dover sempre uscire di casa con la borsa piena di roba x non farle mai mancare nulla quando siamo in giro….e poi le odiate feste di compleanno…sempre a telefonare alla mamma della festeggiata x chiedere il menù previsto alla festa…e fare più o meno tutto uguale x non farla sentire diversa….ogni volta è un lavoro!!

    .

    Ma, facendo fede alla promessa di ottimismo fatta nell’ultimo post, mi sono impegnato a chiedere anche eventuali vantaggi dell’essere celiaco. Il famoso gioco del trovare la fortuna nella sfortuna.

    La prima a rispondere in tal senso è stata Daniela, che tra i vari vantaggi sottolinea che E’ fantastico, ed accade ormai sempre più spesso, trovare ristoratori che si prodigano in mille attenzioni per garantire pasti sicuri. Fa sentire coccolati, quasi privilegiati.

    Stefania dice che da quando è celiaca mangia sicuramente in modo più sano e controllato.

    Francesca quando non ha voglia di andare a cene/matrimoni/comunioni, essendo celiaca e non potendo mangiare niente, ha la scusa per bigiare.

    Vanna ricorda che con i buoni che passa la asl ci viene “regalato” un po’ di cibo, che in questi tempi non fa mai male. Sacrosanta risposta.

    Ma in generale, chi più o chi meno, è scoraggiato dall’ignoranza e dalla poca sensibilità della gente nei confronti del problema celiachia. Insomma uno dei fattori che ci fa sentire maggiormente celiaci, a noi PriviDiGlutine, sono gli altri.
    E non lo so, se lo dicono pure loro mi sento meno solo.

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    Qui Qui le tracce di glutine #1 e #2.

  • posso dire la mia?
    mi manca la leggerezza di fare una cosa senza dover organizzare tutto in anticipo
    e penso che mancherà ancor di più a mia figlia

    • Giustissimo. E’ la “mancanza di spensieratezza” di cui si parlava. Per dire: questo weekend dovevo andar fuori per un piccolo lavoretto. Era una cosa un po’ improvvisata, e quindi all’ultimo ho dovuto pensare a robe del tipo “mi porto tutto da casa? ma ci sarà lo spazio in macchina visto che mi passano a prendere? e lì troverò qualcosa? ma avrò il tempo di cercare posti dove posso mangiare anch’io? e se per questi due giorni mangio male, tipo due panini portati da casa, e poi si vede?”
      Alla fine ho deciso di non andarci.

  • raffaella

    Io vivo un una grande città, abbiamo mille soluzioni e non sento molto il “peso”, ma a livello sociale SI. Spiegare sempre per mezz’ora alla gente di cosa si tratta, quasi a dovermi giustificare, non mi va ancora giù, ma sono stata diagnosticata 4 anni fa, e credo sia questione di tempo. Per il resto…dico come ha scritto di recente una ragazza sul profilo Facebook AIC: Sono orgogliosa di esserlo perché i miei geni sono geni antichi, geni sopravvissuti fino ad oggi :-D O così le è stato riferito da un Professore di medicina alla sua facoltà…Nei ristoranti più che attenti sono ormai terrorrizzati, se non sono strutture informate o parte del network. Comunque quando viaggio porto sempre qualcosa con me. In alcuni posti ho più fortuna, in altri meno (Repubblica ceca: tragedia). A Londra me la spasso, mangio sempre nei ristoranti segnalati e certificati e si mangia DA DIO, (anche se di solito non sono economici). E nei supermercati hanno un sacco di dolci GF che mi compro e riporto in Italia (abbastanza grassi, ma ogni tanto anche il palato ha bisogno di essere saziato)

    • “Spiegare sempre per mezz’ora alla gente di cosa si tratta, quasi a dovermi giustificare, non mi va ancora giù, ma sono stata diagnosticata 4 anni fa, e credo sia questione di tempo.”
      Sono celiaco praticamente da sempre. Avrò avuto un anno e mezzo quando mi è stata diagnosticata la malattia.
      Non per essere disfattista ma no, non è una questione di tempo. :P