TRACCE DI GLUTINE

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    Ovverossia gli istanti in cui ti ricordi di essere inevitabilmente celiaco.

    – Quando per fare la spesa ci metti circa due ore. Da bravo studente fuori sede, infatti, ti metti a controllare quale tipo di risotto pronto costa quei due centesimi in meno, e quale conviene comprarlo domani ché oggi non puoi approfittare di uno sconto visto che non hai con te la carta fedeltà. Sembra un lavoro semplice, ma in realtà è frutto di manovre strategiche acutissime: una scatoletta di tonno sembra costare meno di un’altra, ma se poi controlli il prezzo al chilo – l’esselunga lo permette, ad esempio – ti rendi conto che se comprassi un chilo di un altro tipo di scatolette non considerate prima, queste ti farebbero risparmiare. Quindi vuol dire che nella prima scatoletta c’è una inferiore quantità di tonno rispetto alla seconda, e allora vada per la seconda. La metti nel carrello con la soddisfazione di chi riesce a risolvere un difficile indovinello pensando che a te non la si fa.
    Tutto questo lavoro malato che in sostanza ti porta ad acquistare i prodotti più scadenti che vengono gettati sul mercato giustificano in realtà solo la prima ora di spesa. L’altra ora è dovuta all’atto di controllare, tra i due risotti pronti che costano di meno, o tra i prodotti surgelati che al chilo sarebbero più a buon mercato, tutti gli ingredienti uno alla volta per verificare definitivamente che sì, quel risotto o quel prodotto surgelato, non solo costa meno, ma me lo posso pure mangiare.

    – Capita sempre che arriva qualcuno con un po’ di biscotti o dolci o checcazzonesò che dice a tutti Ne volete uno? Poi viene da te e dice A te non te lo offro, perché non puoi mangiarlo.
    Che comunque è sempre meglio di quello che invece te lo offre per poi dire Oh scusa, me ne dimentico sempre! Che a sua volta è sempre meglio di quello che te lo offre per poi dire sghignazzando Scusa, non ho resistito.

  • Marco

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