VANEGGIAMENTI SUL COLORE ROSA

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    Zerograno PlusNiente, oggi ho letto st’articolo su Il Post che parlava dell’evoluzione del colore rosa.
    Uno di quegli articoli “curiosità”, quelli che li leggi e c’è l’effetto Ecchiselimmaginàva!
    Ve l’immaginavate voi che l’associazione fra il colore rosa e il sesso femminile è avvenuta quasi per caso? Che si è consolidata solo una trentina di anni fa, lo sapevate? Io non ne avevo idea. Né sapevo che prima di allora gli uomini vestivano tranquillamente di quel colore. Anzi, il rosa era inizialmente considerato un colore maschile, “più vicino al rosso (colore forte e virile legato agli eroi e ai combattimenti) mentre il blu veniva associato al colore del velo con cui veniva rappresentata la Vergine Maria.”
    Ora invece la scissione è netta; camerette azzurre per i figlioli, vestitini rosa per le fanciulle. Io non sono un esperto di moda, sia chiaro, ma mi pare che al giorno d’oggi quei pochi uomini che indossano maglioncini rosa lo fanno invece proprio come dimostrazione di virilità: “so ‘talmente masculo che posso indossar financo il rosa senza suscitare perplessità”. Quindi finiscono per vestirsi così solo uomini con grossa autostima – in genere uomini di successo o tamarri (le due categorie possono felicemente coincidere).

    Ma torniamo alla scissione netta “maschietti vs femminucce”. Questo ha portato a una separazione grafica anche dei consumi che per effetto del magico mondo del marketing sono diventati sempre più sessualizzati. Io quando mi trovo a comprare un sapone intimo devo avere al mio fianco un’amica che mi dica “tranquillo, la confezione è rosa ma è un prodotto anche per maschi”. Se non c’è l’amica, il mio condizionamento è tale che compro il sapone accanto, identico, della stessa marca, ma con la scritta gigante FOR MEN e che per questo costa il doppio.
    E capisco che è un ragionamento assurdo. Che significa? Ho paura che chi mi vede mettere un sapone rosa nel carrello possa pensare che mi piacciono cose da donna? Che mi si possa prendere per omosessuale? E se anche fosse, che mi frega? Sarebbe come se non mi comprassi una saponetta colorata di rosso e nero perché sennò mi pigliano per milanista. Quindi me ne sbatto, no?
    No! Il condizionamento del marketing ti priva di ogni possibile razionalità, e anche se io adesso vi sto spiegando quale sarebbe la mia posizione a riguardo, la prossima volta che vado al supermercato da solo comprerò ancora una volta il sapone costoso For Men.

    A questo punto magari vi starete spazientendo e vi domanderete Sì vabbè, ma che cazzo c’entra questo con la celiachia?
    Per prima cosa state calmi! Ché il blog è mio e ci scrivo quello che mi pare.
    In secondo luogo la celiachia c’entra, e adesso ci arrivo.

    È da qualche anno che ho approvato come miei biscotti per la colazione i fantastici frollini Zerograno della Galbusera. Prima quelli al miele, poi però la mia golosità mi ha fatto scoprire e apprezzare quelli al cioccolato e da lì non sono più tornato indietro. Questo prodotto si trova in farmacia, come al solito, a un prezzo esorbitante: costano addirittura 5,90 euro per uno scatolino da 300 grammi (io ci campo al massimo, ma massimo, sei mattine… più verosimilmente tre!). Ma è talmente buono che lo si trova anche nei supermercati a prezzi più umani (ma sempre eccessivi). Conosco amici non celiaci che per puro caso si son trovati a comprarli e li hanno anche parecchio apprezzati (Max, hai visto?, sto parlando di te!)

    Questa cosa che un prodotto per celiaci piacesse tanto a un non celiaco mi rassicurava; quando succede mi sento più normale.

    Bisogna precisare però che a scovare questi biscotti al supermercato non è stato Max, ma sua madre. E che in linea generale sono le donne quelle più fissate col provare alimenti alternativi, colle diete salutiste, colle mode alimentari. Proprio per attirare l’attenzione di queste donne, la Galbusera – e non credo sia la sola – ha avuto l’idea di fare l’accostamento fra Donna e Salute… insomma, il colore della salute per Galbusera è diventato il rosa. E se ultimamente il SenzaGlutine è diventata l’ultima frontiera in fatto di mode alimentari salutiste, e se abbiamo detto che la salute si rende graficamente con il rosa, il risultato è che la confezione dei miei cazzo di costosissimi frollini è diventata tutta rosa con una scritta gigante che recita Percorso Salute.
    Quindi, se prima c’era Max che mangiava i biscotti senza glutine e questa cosa mi faceva un sacco piacere, perché mi sentivo normale, adesso quando mi trovo a mettere nel carrello gli Zerograno della Galbusera, rosa e con la scritta Percorso Salute, mi sento prima di tutto malato, e poi anche un po’ ricchione.

    zerograno2

    Allora io voglio dare alla Galbusera un suggerimento che risolverebbe entrambi i miei problemi, e sono sicuro che l’azienda apprezzerà il consiglio e lo prenderà in considerazione.
    E il consiglio è questo: volete tenere la scatola di colore rosa per attirare le mamme di Max? Va benissimo. Ma togliete almeno la scritta Percorso Salute. E scriveteci For Men.
    Grazie.